Ogni isola che fa parte dell'arcipelago dei Caraibi ha sicuramente una storia particolare tutta da scoprire ed imparare.

Descriverla nel suo insieme risulta essere quindi un lavoro veramente difficile e complicato, per questo solitamente si preferisce prendere le isole singolarmente, e parlare di esse una alla volta.

In ogni caso, qualcosa che le accomuna tutte, specialmente le più grandi, c'è.

Queste infatti erano tutte abitate da famose popolazioni amerinde, sin da tempi antichissimi, mentre invece gli atolli più piccoli riportano ben poche tracce di indigeni passati lì in precedenza, e questo rende molto più difficile risalire alle origini delle loro popolazioni.

Sappiamo però con estrema certezza che nel 1942 per la prima volta un vascello europeo attraccò sulle coste di queste isole: parliamo della famosa scoperta dell'America, avvenuta grazie a Cristoforo Colombo, il suo equipaggio e le sue tre caravelle.

Poichè si trattava di veri e proprio angoli di paradiso, i Caraibi divennero sin da subito oggetto del colonialismo, soprattutto da parte di spagnoli, olandesi e britannici.

Essendo ricche di terreni fertili, erano il luogo ideale per le coltivazioni dei conquistadores, che iniziarono così a sfruttarle per trarne beneficio.

Questo però decretò la fine per gli indigeni del posto, poichè le popolazioni autoctone, che con tutti i diritti si rifiutavano di cedere le loro terre, vennero sterminate, un po' dalle guerre, e un po' dalle malattie che gli europei inconsciamente avevano portato sulle loro isole.

I sopravvissuti non furono più fortunati: come ben sappiamo, vennero resi schiavi, e venduti per lavorare in condizioni disumane nelle piantagioni al miglior offerente.

Anche la natura del luogo ne risentì pesantemente: lo sfruttamento intensivo dei territori minacciò i fragili ecosistemi e le importazioni di animali e specie da territori stranieri misero in pericolo quelle locali.

sbarco caraibi
Conquista dei Caraibi
Fonte: Pinterest

Inoltre, i Caraibi divennero anche vittime del fenomeno della pirateria; tra le numerosissime isole caraibiche, infatti, i corsari trovarono i luoghi ideali in cui nascondersi e ripararsi.

A lungo, dunque, le acque del mar caraibico risultarono essere decisamente insidiose per i navigatori che, molto spesso, preferirono evitare di passare da lì durante le loro rotte, escludendo quindi queste zone da ogni tipo di commercio legale.

La svolta avvenne attorno al XIX, momento in cui le isole maggiori riuscirono a riconquistare la loro indipendenza ed essere così d'esempio anche per le sorelle minori, che piano piano seguirono la stessa strada, non senza difficoltà.

L'influenza statunitense si era rafforzata nel corso del secolo della colonizzazione, e questo stretto rapporto fu il punto vincente per le isole caraibiche, che piano piano iniziarono a trasformarsi in uno dei più famosi e apprezzati paradisi turistici del globo intero.

L'effetto di questa fusione fra storia e cultura è tutt'oggi riscontrabile nelle costruzioni presenti sugli atolli, nelle lingue ancora parlate dai nativi del posto, nel gustosissimo cibo che potrete gustare nei locali tipici, e nei musei che contengono opere dal valore inestimabile.

Inoltre, i Caraibi hanno dato i Natali a famosi artisti, musicisti e romanzieri del mondo, ed alcuni grandi nomi hanno soggiornato in questi territori per anni, cercando qui ispirazione e spunti creativi per le loro opere.

Tra questi, i più famosi furono senz'altro Gauguin e Hemingway, le cui abitazioni sono ancora oggi presenti e visitabili.

Come avrete quindi capito da questa infarinatura generale, quando si parla di storia dei Caraibi non è semplice scegliere su cosa focalizzarsi

Il consiglio è quindi di interessarsi alle origini di ogni isola, considerandole come territori completamente indipendenti e distinti l'uno dall'altro, così da apprezzare al meglio tutte le peculiarità che le caratterizzano e le rendono uniche nel loro genere.