La storia dell'isola di Cuba è sicuramente una delle più note in tutto il mondo.


Tra tutte le isole caraibiche Cuba ha sicuramente una delle storie più iconiche e raccontate nell’età contemporanea.
Personaggi come Batista, Che Guevara e Castro, sono incisi nella storia di quest’isola, alla quale vengono associati episodi storici come la Baia dei Porci, l’embargo statunitense e la crisi dei missili.

La sua ricca storia, sia contemporanea che remota, rende Cuba una meta turistica non solo per le spiagge di sabbia bianca finissima e per il mare cristallino, ma anche per il suo patrimonio storico e culturale e per la sua ancora attuale evoluzione.


La storia di Cuba dal principio

Per conoscere la storia di Cuba, però, bisogna partire dal principio.

L’isola di Cuba, insieme alle altre isole più piccole del suo arcipelago, è stata scoperta nell’ottobre 1492 da Cristoforo Colombo, che la dichiarò colonia spagnola.

L’isola era abitata da popolazioni amerinde, come i Taino, popolazione di agricoltori, e i Siboney e Guanajatabey, che vivevano di caccia e raccolta.

Il primo insediamento spagnolo, tuttavia, risale al 1511 a Baracoa, nella parte orientale dell’isola.

Il dominio spagnolo fu molto duro per Cuba.
Per circa tre secoli, infatti, gli spagnoli decimarono la popolazione locale, imponendo la loro cultura e la loro società e importando schiavi dall’Africa.

L’insofferenza della popolazione cubana, la cui cultura originaria rischiava di scomparire giorno per giorno, diveniva sempre più forte e nell’Ottocento sfociò in due guerre di indipendenza: la guerra dei dieci anni, tra il 1868 e il 1878, e la piccola guerra, tra il 1879 e il 1880.

scorcio di cuba
Scorcio di Cuba
Fonte: Thinkshot

L'indipendenza dalla Spagna e la dipendenza dagli Stati Uniti

Ottenuta l’indipendenza dalla Spagna, però, Cuba non divenne del tutto autonoma.

Nel 1902, infatti, gli Stati Uniti presero l’isola sotto la loro protezione, inserendo nella Costituzione del nuovo Stato il cosiddetto “Emendamento Platt”, dal nome del senatore statunitense che lo firmò, con il quale gli Stati Uniti si assicuravano un certo peso nelle decisioni politiche di un’isola considerata cruciale per la sua posizione geografica.

Gli anni successivi all’indipendenza furono tutt’altro che tranquilli.

Sull’isola regnava una situazione politica instabile, che vide il susseguirsi, in soli 20 anni, ben tre colpi di stato.

L’ultimo, nel 1952, fu organizzato dal sergente Fulgencio Batista, capo dell’esercito già protagonista degli altri due colpi di stato, che prese definitivamente il potere instaurando una dittatura basata sulla conservazione sociale e su una stretta alleanza con gli Usa.

Un episodio importante, soprattutto nel clima di una Guerra Fredda ancora agli inizi, che stava dividendo il mondo in due.

L'anima indipendentista di Cuba sulle orme di Fidel Castro

Il sistema dittatoriale di Batista, fortemente corrotto e con politiche sociali inique, portò nel giro di pochi anni alla crescita del malcontento e alla formazione di un vero e proprio fronte di opposizione al regime.

La personalità di spicco di questo movimento era Fidel Castro, un giovane avvocato che si oppose subito in tribunale a Batista per violazione della Costituzione.

L’anno successivo Castro, insieme ad altri guerriglieri ribelli, attaccarono una base militare, ma l’esito fu drammatico e Castro venne arrestato.

Tuttavia questo episodio è stato considerato dagli storici il vero punto di partenza della rivoluzione cubana.

L'anno successivo Castro fu liberato e mandato in esilio in Messico.
Qui il generale ebbe modo di organizzare la lotta contro la dittatura di Batista, arruolando alcuni volontari, tra cui il fratello Raùl Castro, Ernesto Che Guevara e Camilo Cienfuegos.

Il movimento di ribelli crebbe sempre di più e riuscì a ottenere vittorie importanti contro l'esercito di Batista.

L'epilogo della rivolta ebbe luogo la notte di Capodanno del 1959, quando Batista scappò da L'Havana e l'esercito di ribelli raggiunse la capitale cubana senza trovare resistenza.

Fidel Castro assunse, quindi, la carica di comandante delle forze armate e di primo ministro, dichiarando Cuba uno Stato Socialista il 16 aprile 1961.

Il governo di Castro mise in moto una serie di riforme sociali ed economiche, unite a una riforma agraria che espropriò molti latifondi e riunì le piccole aziende in cooperative.

Seguì, poi, la nazionalizzazione dell'industria e le aziende americane persero le loro raffinerie di zucchero.

Non sorprende, quindi, che le politiche adottate dal governo castrista non fossero viste di buon occhio dagli Stati Uniti.
Per tutta risposta il presidente Usa John Fitzgerald Kennedy appoggiò uno sbarco armato di esuli cubani nella Baia dei Porci, che non riuscì ad intimorire la dittatura di Castro, e poi decretò l'embargo totale verso Cuba.

L'isola si trovò quindi a dipendere economicamente dall'Unione Sovietica, con la quale aveva già intrecciato rapporti diplomatici.

fidel castro
Fidel Castro
Fonte: Shutterstock

La crisi dei missili

L'Unione Sovietica approfittò di questa situazione: in piena Guerra Fredda aveva accesso a un punto strategico per colpire militarmente gli Stati Uniti o comunque per far loro pressione.

Infatti, pochi mesi dopo l'embargo furono installati alcuni impianti missilistici sovietici in territorio cubano.

La situazione, a questo punto, non poteva che precipitare.
I sovietici avevano la sensazione che Kennedy fosse un presidente debole, sia per come aveva gestito lo sbarco nella Baia dei Porci, sia per la gestione della crisi di Berlino, che nel 1961 fu divisa in due dal Muro.

Sicuro di questa sensazione, Nikita Khrushchev, leader del Partito Comunista e presidente del consiglio dell'Unione Sovietica, fece installare dei missili nucleari a medio raggio proprio sull'isola di Cuba, creando una minaccia concreta nei confronti degli Stati Uniti.

Gli Usa non sapevano con certezza che tipo di arma fosse stata installata a Cuba e temevano che si trattasse di alcune testate nucleari.
Spaventato da un possibile attacco sovietico proprio nel cuore dell'America, Kennedy autorizzò la ripresa delle ricognizioni aeree su Cuba, in modo da riuscire a scoprire qualcosa in più.
Dalle analisi delle immagini scattate da un U2 su Cuba, sembrava evidente che si trattasse di una base per missili nucleari a medio raggio installata nella parte occidentale dell'isola di Cuba.
Kennedy, allora, ordinò un blocco navale, conosciuto come “quarantena”, con lo scopo di impedire il transito di materiale bellico da e verso Cuba.

La situazione diventava sempre più incandescente, tanto che Castro chiese a Khrushchev, con la nota “lettera dell'Armageddon”, di lanciare un attacco nucleare se l'isola fosse stata invasa.

Il clima di tensione iniziò a distendersi qualche mese dopo, con un accordo in cui gli Stati Uniti si impegnavano a rimuovere i loro missili nucleari dalla Turchia e dall'Italia e l'Unione Sovietica a rimuovere i missili da Cuba.

Accordo che si concretizzò poco tempo dopo riportando la situazione sotto controllo.

J.F. Kennedy
J.F. Kennedy
Fonte: Pinterest

Cuba negli ultimi anni

Negli anni Settanta il Partito Comunista cubano si consolidò al potere, con Castro come primo segretario.

Lo stesso Castro fu eletto Presidente del Consiglio di Stato nel 1976, con una nuova Costituzione.

Castro è stato riconfermato alla guida del paese anche nel 1981 e nel 1986.

La fine della Guerra Fredda e il crollo dell'Unione Sovietica, tuttavia, hanno profondamente colpito l'assetto sociale ed economico di Cuba, che è rimasta isolata a livello internazionale.

Castro, infatti, anche dopo il crollo del comunismo sovietico, ha continuato a guidare il Paese con un modello di economia pianificata, rafforzano i controlli di Stato e nazionalizzando l'industria.

Il sistema, inoltre, continuava ad essere di stampo dittatoriale e quindi veniva repressa ogni forma di dissenso.

La situazione ha iniziato a migliorare negli anni Novanta, anche a seguito della visita a Cuba di Papa Giovanni Paolo II.

Nel 1995 venne approvata una legge che ridava enfasi a un sistema economico concorrenziale e gli Stati Uniti alleggerirono le sanzioni e sospesero l'embargo sui medicinali e sui generi alimentari.

Nel 2006 Fidel Castro si è ritirato ufficialmente dalla vita politica cubana, lasciando le redini al fratello Raùl.
Attualmente Raùl è al secondo mandato e in questi anni ha cambiato alcune cose nell'isola, consentendo alcune aperture sociali ai cubani.

Per fare qualche esempio, ha consentito l'acquisto di computer e l'accesso agli Internet Point, ha permesso di importare DVD dall'estero e ha introdotto una moratoria contro la pena di morte nel Paese.

tramonto su cuba
Tramonto su Cuba
Fonte: Shutterstock

Oggi la situazione sociale per i cubani è decisamente più leggera: possono vendere e acquistare case, auto e altri beni che prima erano esclusivamente di proprietà dello Stato ad uso di tutti.